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La storia

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NASCITA

Assobiomedica nasce alla fine del 1984 da un’intuizione dei suoi fondatori: dare una “casa” alle imprese che entravano nel nuovo mondo delle tecnologie biomediche e diagnostiche. Imprese che sviluppavano e commercializzavano prodotti e strumenti ibridi: non riconducibili a categorie di farmaci, di prodotti chimici in senso stretto, né a categorie di prodotti meccanici. Queste aziende facevano riferimento alle più svariate tipologie di contratti collettivi di lavoro: metalmeccanico, commerciale, industriale, chimico-farmaceutico, gomma-plastica, ma avevano tutte un comune denominatore, ovvero offrire salute ai cittadini tramite il principale erogatore del Servizio sanitario pubblico: lo Stato. Questo “cliente” pressoché unico dettava leggi e regolamenti uguali per tutti. In particolar modo, si stava affacciando l’esigenza di regolamentare l’accesso al mercato di questi prodotti, sempre più numerosi, diversificati, tecnologicamente avanzati e complessi. Prodotti che permettevano cure e risultati clinici impossibili prima: diagnosi più precise e tempestive, tecniche chirurgiche rivoluzionarie, sistemi di riabilitazione straordinariamente efficaci, prodotti che potevano adiuvare o sostituire il funzionamento di organi compromessi. Ma proprio da questa varietà e complessità scaturiva l’esigenza per lo Stato di sottoporre questo articolato mondo a regole che garantissero sicurezza e affidabilità ai pazienti e agli utilizzatori.

PRESIDENZA ROSA (1985-1996)

Umberto Rosa, padre fondatore di Assobiomedica e suo primo Presidente, organizzò quindi l’Associazione aggregando le imprese intorno a quelle che allora erano le due principali aree merceologiche: la diagnostica in vitro e il biomedicale. Assobiomedica fu costituita all’interno di Federchimica, come una delle sue Associazioni. Oltre ai temi regolatori, che costituiscono la gran parte delle attività associative, si cominciarono ad analizzare le problematiche legali – soprattutto relative ai meccanismi di gara – ed economiche, offrendo alle imprese associate una serie di servizi. Si cominciarono a instaurare rapporti con il Ministero della Sanità e con l’Istituto Superiore di Sanità, al fine di collaborare alla definizione di regole certe e omogenee sul territorio nazionale, che garantissero le esigenze di controllo dello Stato senza penalizzare il settore che, fin da subito, pareva destinato a un forte sviluppo. Nacque così il DPR 128 del 1986 che per la prima volta dal Regio Decreto del ’34 organizzava il mondo dei presidi medico-chirurgici, identificando all’interno di questa macro categoria le famiglie dei dispositivi medici.

ERNESTO VERONESI ALLA GUIDA DI ASSOBIOMEDICA (1996-1998)

Negli anni Assobiomedica si trovò a confrontarsi con l’esterno anche su temi non strettamente attinenti agli aspetti tecnico-scientifici. In particolare, nacque l’esigenza di avviare studi e approfondimenti di carattere economico per conoscere e far conoscere le realtà del settore rappresentato e fare proposte su argomenti quali i meccanismi di rimborso, il sistema dei pagamenti, le valutazioni economiche dei prodotti. Fu grazie alla sensibilità e alla profonda conoscenza della sanità di Ernesto Veronesi, Presidente di Assobiomedica negli anni 1996-1998, che nacque il Centro Studi. Per ricordarne la figura – purtroppo prematuramente scomparsa – e le opere, il Centro Studi porta il suo nome, anche a testimoniare la preziosa eredità che ci ha lasciato e il rimpianto per non avere potuto godere più a lungo del suo bagaglio di esperienza, cultura e civiltà.

GUIDO RIVA E LA CRESCITA DELL’ASSOCIAZIONE (1998-2004)

I temi su cui Assobiomedica sempre più spesso si ritrovava a intervenire portarono alla scelta, inevitabile, di ampliare le relazioni istituzionali. Con la Presidenza di Guido Riva (1998-2004), che fu tra i soci fondatori, Assobiomedica aprì la sede di Roma per fare conoscere meglio le proprie idee e diventare un interlocutore per le istituzioni su tutti i temi di interesse sanitario, non solo di carattere tecnico, ma anche politico e sociale. Venne quindi ampliato il raggio di intervento istituzionale anche alle Regioni, interlocutori che con la modifica del titolo V della Costituzione avevano nel frattempo assunto un ruolo molto più importante rispetto al passato. In questo stesso periodo Assobiomedica raggiunge un alto livello di rappresentatività, grazie alle molte aziende associate raggruppate nei settori storici della diagnostica in vitro e del biomedicale, a cui nel frattempo si era aggiunto quello degli strumenti.

LA PRESIDENZA FRACASSI (2004-2011)

La peculiarità dei temi trattati, gli obiettivi e più in generale gli interessi del settore rappresentato, portano Assobiomedica nel corso della Presidenza di Angelo Fracassi (2004 - 2011), a chiedere a Confindustria il riconoscimento di Associazione di categoria direttamente aderente alla casa madre. Questo passaggio avviene in accordo con Federchimica, da cui Assobiomedica era nata e da cui progressivamente aveva raggiunto spazi di autonomia, dovuti proprio alla specificità dei temi trattati. Con Federchimica rimangono comunque costanti i rapporti di collaborazione. Nello stesso periodo entrano in Assobiomedica le imprese della diagnostica per immagini e quelle dei servizi medicali e telemedicina.

LA PRESIDENZA RIMONDI (2011)

Il 2011 si è aperto con l’ingresso in Assobiomedica dell’associazione AssoSubaMed. La nuova presidenza, oltre all’ampliamento della compagine associativa, ha portato un’ulteriore apertura verso i media con la promozione di campagne di comunicazione particolarmente incisive, come la protesta in piazza degli imprenditori contro i ritardi nei pagamenti. In questi anni Assobiomedica è entrata nel vivo del dibattito politico con una convinta difesa, in piena crisi economico-finanziaria, del Servizio sanitario nazionale contro la politica dei tagli e tentando di incoraggiare una politica industriale strutturata, accompagnata da numerose attività di valorizzazione delle start-up e dell'internazionalizzazione. Sotto la presidenza Rimondi nel maggio 2012 il distretto biomedicale di Mirandola, il più grande d'Europa, è stato duramente colpito dal terremoto, mettendo in seria difficoltà le imprese sul territorio e a rischio le forniture, che però, grazie alla collaborazione di tutti gli attori coinvolti, non hanno subito nessun danno nè rallentamento. Rinnovata la carica di Presidente per il biennio 2013-2015, in questi anni è entrata a far parte della compagine di Assobiomedica, Anifa, l’associazione che riunisce le imprese di audioprotesi.